Quello che mangi è pesce sostenibile? La Blockchain può darti una risposta

Negli ultimi tempi, il tema della sensibilità ambientale si sta diffondendo a macchia d’olio, spingendo sempre più persone ad adottare comportamenti virtuosi nei confronti dell’ambiente e delle modalità con le quali viene allevato e lavorato un determinato prodotto animale destinato al consumo alimentare.

Sta di fatto che, come abbiamo già visto in questo articolo, anche il consumatore più attento ed eco-consapevole non può fidarsi completamente di quanto gli viene venduto come ‘fresco’, ‘genuino’ e ‘di provenienza sostenibile’.

Basti pensare al caso dell’industria ittica: “il 31% degli stock ittici globali è sfruttato al di sopra del livello di sostenibilità e il 61% sfruttato a pieno regime. Le condizioni degli stock ittici globali sono allarmanti e sono aggravate da pratiche di pesca non sostenibili, tra cui la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, la distruzione di habitat critici e la cattura accidentale di specie minacciate e di giovanili di specie target.” Questi i dati sconcertanti riportati dal WWF, il World Wildlife Fund.

Ma non solo: stando ad alcuni report sempre del WWF, la pesca commerciale rappresenta una delle professioni più pericolose al mondo, con un’alta percentuale di incidenti registrati e, in alcuni casi, con episodi di decessi a causa delle rischiose condizioni lavorative.

La Blockchain per garantire eco-sostenibilità, sicurezza e diritti sul lavoro

Ecco perché il World Wildlife Fund in Australia, nelle Fiji e in Nuova Zelanda hanno unito le loro forze e, in collaborazione con la compagnia di software statunitense ConsenSys e l’implementatrice di tecnologie per l’informazione e la comunicazione TraSeable, hanno lanciato Viant, una piattaforma Blockchain basata su Ethereum con la quale stanno tracciando la filiera dell’azienda di pesca e lavorazione del tonno Sea Quest Fiji, dal momento della cattura del pesce fino a quello della lavorazione e della consegna al distributore.

Attraverso la tecnologia Blockchain, una semplice scansione sulla scatoletta di tonno tramite un’app dello smartphone racconterà la storia di quel tonno – dove e quando quel pesce è stato catturato, con quale imbarcazione e con quale metodo di pesca”, afferma Livia Esterhazy, CEO del WWF Nuova Zelanda.

L’obiettivo è quello di utilizzare la tecnologia Blockchain per sradicare il fenomeno della pesca illegale e quello della violazione dei diritti dei lavoratori nell’industria del tonno, garantendo, così, una maggiore tracciabilità e sicurezza del prodotto anche per il consumatore finale.

I consumatori avranno la certezza di poter acquistare del tonno catturato legalmente e sostenibilmente e prodotto senza sfruttamento o condizioni lavorative oppressive”, aggiunge Esterhazy. “Si tratta di aiutare le persone a capire esattamente da dove arriva il loro cibo – raccontare la storia del pesce, del pescatore, delle famiglie, dell’equipaggio – insomma, il percorso dall’oceano fino al piatto.”

Passi avanti per lo strumento di tracciabilità Viant

Attualmente ConsenSys sta facendo diversi passi avanti per implementare lo strumento di tracciabilità della Blockchain Viant e applicarlo all’intera industria del tonno del Pacifico.

“Siamo entusiasti di lavorare a questo progetto con il WWF e Sea Quest Fiji, poiché ConsenSys ha uno spiccato interesse nel sostenere le applicazioni di Blockchain che offrono un’opportunità per l’impatto sociale e per fare qualcosa di buono nel mondo”, ha dichiarato Tyler Mulvihill, co-fondatore di Viant.

Link utili:

https://viant.io/

https://www.wwf.org.nz/media_centre/?uNewsID=15541

https://www.foodnavigator.com/Article/2018/01/08/Blockchain-technology-for-Pacific-Islands-tuna-industry