Perché la maggior parte delle ICO falliranno?

Cosa vedremo in questo articolo?

In questo articolo cercheremo di analizzare, in modo semplice, il perché la maggior parte delle ICO non andranno a buon fine.

Parliamo di un caso reale.

Il 12 Giugno 2017, Bancor, una moneta basata su Ethereum, ha fatto la sua ICO.

In questa ICO sono stati raccolti 153 milioni di dollari in 3 ore.

No non hai letto male, Bancor ha raccolto questa cifra in sole 3 ore!

Oppure un altro caso ancora: BAT ICO ha raccolto 35 milioni di dollari in 30 secondi! Stiamo parlando di quasi 1,2 milioni al secondo.

Oppure ancora, avete sentito parlare di UET?

La ICO di UET ha raccolto 4o mila dollari in soli 3 giorni.

La sigla UET sta per “Usless Ethereum Token”, in gergo si definisce un “joke coin”, ovvero una “moneta scherzo”, una moneta “farlocca”.

Questo è il pitch di vendita che hanno fatto quelli di UET:

UET is a standard ERC20 token, so you can hold it and transfer it. Other than that… nothing. Absolutely nothing.

In poche parole, questa moneta (UET) è un normale toke di Ethereum (ErC20 token), quindi può essere detenuto e trasferito, stop.

E grazie a questa spiegazione scientifica hanno raccolto 40 mila dollari in 3 giorni.

Sembra fantascienza, invece è tutto vero…..Benvenuti nel pazzesco mondo delle ICO!!

Le ICO stanno rivoluzionando il mondo finanziario, ancora poco regolamentate, nella prima metà del 2017 hanno raccolto in totale oltre 1 miliardo di dollari.

Il problema è che questi casi di successo sono solo 1% del totale, e nascondono alle spalle il 99% dei restanti casi che sono, ICO fallite miseramente.

In questi ultimi anni sono state create migliaia di monete virtuali, e il 90% di queste monete sono stati dei fallimenti.

Questi casi di successo però, spingono le persone a creare delle vere e proprie truffe, andando ad alimentare la bolla delle ICO, solo per avere una fettina della torta.

Dopo questa premessa, cerchiamo di rispondere a questa domanda:

Perché la maggior parte delle ICO sono destinate a fallire?

Prima di addentrarci nell’argomento vogliamo fare una una premessa:

Noi siamo fermamente convinti che le ICO siano veramente rivoluzionarie, si evolveranno nel corso del tempo e saranno uno strumento molto potente per gli imprenditori, sviluppatori e investitori che vorranno cambiare il mondo.

Questo passaggio è molto importante per capire che noi non odiamo le ICO.

Ora possiamo approfondire l’argomento.

Come funziona una ICO?

In primo luogo, il creatore della moneta emette un numero limitato di “token” (gettoni), questa operazione serve per garantire scarsità alla moneta, perché i creatori della moneta vogliono che questa abbia valore e vogliono dimostrare che la ICO vuole raggiungere un obbiettivo preciso.

I token emessi possono avere un prezzo determinato statico, oppure il valore può variare a seconda dell’andamento della domanda di questa nuova moneta.

Il token non è uno strumento nuovo, basti pensare alle moneta di scambio sui giochi arcade oppure ai braccialetti che danno le discoteche con i quali puoi avere un determinato numero di drink gratuiti.

La transazione per poter ricevere questi token è molto semplice: basta inviare una certa quantità di ether sull’indirizzo indicato nella ICO e quando l’operazione viene riconosciuta valida allora si riceve la quantità di token promessa.

Quindi, questo è a grandi linee come funziona una ICO, ma allora come mai molte di queste ICO falliscono?

La risposta è molto semplice, la maggior parte delle ICO falliscono perchè chi crea la ICO non presta attenzione ai pilastri di una ICO che sono:

  • criptoeconomie
  • utilità
  • sicurezza

 #1: Le criptoeconomie

La parola Criptoeconomia è formata da due termini: 1) crittografia e 2) economia

Molti sviluppatori prestano molta attenzione alla parte legata alla crittografia, ma non pensano minimamente alla parte legata alla economica, quindi è molto facile trovare dei token il cui scheletro economico non è stato studiato in modo approfondito.

Affinché il token sia prezioso nel lungo periodo, ci deve essere una richiesta sufficiente, ma questo non è quello che accade generalmente nelle ICO. Quello che invece si vede costantemente è l’inflazione insostenibile da parte del token, e questo si verifica per il mancato studio del modello economico.

Per questi token permanentemente inflazionistici, la loro domanda deve sempre superare l’inflazione per essere validi nel lungo periodo, altrimenti quello che si viene a creare è quello che normalmente viene chiamato schema Ponzi (https://it.wikipedia.org/wiki/Schema_Ponzi).

Uno dei più grandi vantaggi delle ICO è che chiunque può raccogliere investimenti per il suo progetto. Non è un prodotto finito è solo un progetto e come per la maggior parte di essi c’è un 90-95% di probabilità che sarà un fallimento.

Nonostante questo ragionamento, alcuni soggetti hanno investito soldi nelle ICO, perché la soglia di ingresso era molto bassa e i potenziali profitti futuri erano molto alti. Questo ha generato un enorme caso di FOMO (Far Of Missing Out).

La FOMO è la paura che altre persone stiano facendo qualcosa di molto più interessante di quello che stiamo facendo noi.

Per questo motivo la persone aggiornano continuamente la pagina di Facebook.

Quindi molti soggetti iniziarono a versare milioni su milioni in progetti che erano solo dei concetti astratti, senza che ci fosse una versione alpha pronta.

Per esempio le ICO hanno fatto 800 milioni di dollari nel secondo trimestre del 2017, mentre il Venture capital (capitale di rischio) ha fatto solo 235 milioni di dollari.

Queste persone che hanno buttato soldi nelle ICO non hanno idea di come funziona la blockchain e sono spinte solo dal voler fare un guadagno veloce.

Vedendo questa tendenza gli sviluppatori delle ICO hanno deciso di non concentrarsi più sul voler creare qualcosa di nuovo e di unico per l’ecosistema, ma hanno deciso di produrre prodotti da ICO.

Il loro obbiettivo finale è diventato: ” Devo creare un whitepaper che sembri abbastanza buono per tirare su parecchi soldi nella ICO“.

A causa di queste meccaniche speculative e veramente poca diligenza, è entrata in gioco la “Greater fool theory”.

Il funzionamento di questa teoria all’interno dell’ecosistema criptoeconimico è il seguente: dato che c’è molta aspettativa riguardo a queste monete, che non portano nulla di nuovo al sistema, e ci sono molti investitori ignoranti in materia, allora il valore dei token aumenta comunque, e quindi i token si trovano ad affrontare un’inflazione.

Quindi ricapitolando:

Gli investitori stanno investendo milioni in progetti che non hanno neanche una versione alpha del prodotto finale, gli investitori investono nelle ICO perché credono che queste siano uno strumento per arricchirsi velocemente. Dato che gli investitori vogliono investire nelle ICO allora gli sviluppatori danno al mercato quello che vuole, creano quindi progetti che non hanno nessun valore reale.
E quindi alla fine il valore dei token vene gonfiato….

Se state pensando che tutto questo sistema può generare una grande bolla, allora avete ragione. Questo processo è uguale a quello avvenuto con le “Dot-com”.

Chi non conosce la storia è destinato a ripeterla, per questo motivo facciamo un salto nel passato per vedere come sono andate le cose.

La bolla di Dot-com

Intorno al 1997, internet è esploso e le aziende tecnologiche hanno iniziate a spuntare fuori come funghi. Gli investitori hanno iniziato ad investire in modo massiccio in queste nuove aziende. Alla fine grazie alla FOMO tutti hanno iniziato a distribuire i loro investimenti in queste aziende tecnologiche, senza voler sapere se il business avesse il potenziale per decollare oppure fosse destinato a fallire miseramente.

Il buon senso era sparito dalla circolazione, e ognuna di queste aziende stava uccidendo il mercato!

Warren Buffet disse ““The fact is that a bubble market has allowed the creation of bubble companies, entities designed more with an eye to making money off investors rather than for them. Too often, an IPO, not profits, was the primary goal of a company’s promoters.”

Quindi la nascita di un mercato-bolla ha creato società-bolla, il loro obbiettivo non era quello di generare profitti, ma la IPO era l’obbiettivo principale dei promotori delle società.

Poco dopo ci fu il “BOOM” di queste società che saltarono per aria, la maggior parte delle aziende che avevano ricevuto milioni e milioni fallirono, e alcune si sono rivelate soltanto delle truffe.

Alla fine la bolla scoppiò nel 2002, le aziende persero milioni entro un anno. Un esempio è Pets.com che ha perso 300 milioni di dollari in soli 268 giorni!

Gli analogismi che si possono fare fra il mondo delle ICO e quello delle Dot-com sono infiti, bisogna capire che tutti i progetti delle ICO si basano sul nulla dato che nessuno ha un prodotto finale pronto. Come per le Dot-com anche in questo caso nessuno vuole perdere la corsa all’oro, ed è mosso solo da volontà speculative. Quindi tutto si basa su speculazione e su potenzialità del progetto finale.

Non possiamo dire se questa sia una nuova bolla, e non possiamo nemmeno dire che questa bolla stia per esplodere, quello che vogliamo fare è fornire i dati oggettivi sui quali poi ognuno trarrà le sue conclusioni.

Per invertire la rotta bisogna che gli sviluppatori abbandonino questo schema “diventare ricchi velocemente” e non alimentino più un mercato-bolla. Se questo processo non avverrà allora le ripercussioni saranno simili a quelle giù sperimentate con la bolla delle Dot-com.

#2: L’utilità

L’utilità è la totale soddisfazione data dal consumo di prodotti o servizi.

Il problema della maggior parte delle ICO è che quest’ ultima non valorizza al massimo l’utilità dei propri token. I token dovrebbero essere integrati alla ICO e devono aumentare il valore totale del prodotto finale.

Se sei uno sviluppatore di ICO, allora la domanda che devi porti è: “Se tolgo il token la mio business cade a pezzi“?
Se la risposta è no, e quindi il business ha senso anche senza la presenza di un token allora il token non è necessario.

La maggior parte delle persone vuole i token solo per tenerli e poi scambiarli in futuro per avere più Bitcoin ed Ethereum in futuro.

Servono solo a questo i tuoi token?

I token dovrebbero essere integrati nel modello di business, in modo da massimizzare le loro potenzialità.

Come sottolinea William Mougayar nel suo articolo, ci sono 3 principi per l’utilità dei token e sono:

  1. Ruolo
  2. Caratteristiche
  3. Scopo

 

Why Most ICO's Will Fail- A Cold Hard Truth

 

Adesso esaminiamo più nel dettaglio ognuno dei ruoli che un token può occupare:

  • Diritti

Grazie al possesso di un token, il proprietario può partecipare alle scelte dell’ecosistema. Es. se io possiedo DOA coins, allora potrò partecipare alle decisioni per quanto riguarda la scelta di progetti sui quali fare un investimento (ovviamente più coins possiedo, maggiore peso ho all’interno dell’assemblea)

  • Value exchange

Questo è uno dei compiti più importanti del token, infatti grazie allo scambio, viene generato valore all’interno del sistema fra chi compra e chi vende.

  • Pedaggio

Il token può fungere anche da barriera all’ingresso, es. in Golem, devi avere GNT (golem tokens) per poter accedere a determinati privilegi.

  • Moneta

Il token può essere usato sia come riserva di valore, sia come strumento di scambio sia all’interno dell’ecosistema, sai fuori dall’ecosistema

  • Funzioni varie

es. In Brave (un web browser), il BAT (ovvero il token BAT) può essere utilizzato per arricchire la user experience degli utenti, attraverso la creazione di annunci.

  • Guadagni

Il token garantisce una equa distribuzione di profitti o di altri privilegi finanziari fra gli investitori di un determinato progetto.

Quindi il token per avere valore deve poter rispondere a più proprietà possibili, più proprietà vengono soddisfatte dal token, più quest’ultimo ha valore.

Adesso passiamo ad un altro tema molto interessante chiamato Token velocity” ovvero: le persone tengono il token per un guadagno a lungo termine oppure lo vendono subito?

A proposito di questo argomento, Willy Woo ha fatto un interessante caso studio, ha tracciato le prestazioni di 118 monete, dal giorno in cui è nata la moneta fino al giorno in cui è stato disegnato il grafico.

Why Most ICO's Will Fail- A Cold Hard Truth

(il link per approfondire è: http://woobull.com/data-visualisation-118-coins-plotted-over-time-this-is-why-hodl-alt-coin-indexes-dont-work/)

Ora la linea rossa che trionfa su tutte le altre è Bitcoin. (la linea blu è usata solo parametro, non è un caso reale)

In questo nuovo grafico sempre di Woo, si riesce a capire ancora meglio, qui le monete vengono rappresentate secondo il loro anno di inizio.Why Most ICO's Will Fail- A Cold Hard Truth

In questo caso la situazione è ancora peggiore della precedente!

Si vede molto chiaramente che solo Bitcoin ed Ethereum si innalzano sopra alle altre monete, questo perché gli sviluppatori non stanno creando dei progetti di valore e quindi l’unica funzione delle nuove monete è quella di liquidazione di breve termine.

Mentre BTC ed ETH vengono riconosciute come monete di grande valore, e sono utilizzate come asset di riserva di lungo termine.

Per questo motivo gli sviluppatori quando emettono un nuovo token devono prestare attenzione a questo dato, la “velocità del token” (TV) è data da:

TV = Volume totale di trading / Valore di rete medio

Quindi più la moneta viene scambiata più la TV aumenta, e questo vuole dire che la moneta viene considerata degna di meno valore. Per questo motivo Bitcoin ha molto valore, perché le persone non vogliono scambiare questa moneta, dato che pensano che il suo valore nel tempo aumenterà.

Nessun altra moneta elettronica ha il valore di rete che ha bitcoin.

Gli sviluppatori devono riesaminare le loro monete (se vogliono creare progetti di valore), e rispondere a diverse domande alcune delle quali sono:

  • il mio progetto ha veramente bisogno di un token?
  • Sto sfruttando appieno le potenzialità del token?
  • Il mio token è utile solo per scopi di liquidazione iniziali?
  • Il mio token ha valore nel lungo periodo?
  • Il mio token ha molte proprietà (fra quelle citate sopra)?

Solo quando gli sviluppatori lavorano sull’utilità del loro token, allora potranno portare qualcosa di significativo all’intero ecosistema.

Pillar #3: Security

Veniamo al terzo pilastro ovvero la sicurezza!

Durante la ICO e subito dopo la ICO, gli hacker tenteranno di attaccare il creatore della ICO.

I dati dicono che più di 30.000 persone sono cadute vittima di un attacco informatico legato ad Ethereum, con perdite che ammontano mediamente a 7.500 dollari ciascuna.

Secondo la statistica c’è la probabilità di 1/10 di cadere vittima di un attacco hacker i reati più comuni appartengono a tre categorie diverse:

  1. Codice difettoso
  2. Phising
  3. cattiva gestione delle chiavi d’accesso

1) codice difettoso

L’esempio più famoso di questa categoria è DAO aka l’organizzazione autonoma decentralizzata, era un complesso smart contract con l’obbiettivo di rivoluzionare Ethereum per sempre. In sintesi era un fondo di capitale di rischio decentralizzato che avrebbe finanziato tutti i futuri DAPPS.

Per avere voce all’interno di DAO dovevi possedere dei tokens, per avere questi tokens dovevi pagare in ethereum.

Gli hacker sfruttarono alcune lacune nello sviluppo di questo ecosistema, riuscendo ad appropriarsi di 50 milioni di dollari (in ethereum).

Questo è senza ombra di dubbio l’attacco hacker più devastante per quanto riguarda il panorama ICO. Dopo questo episodio ci fu la scissione fra Ethereum ed Ethereum Classic.

2) Phising

Il phising è il tentativo da parte di qualcuno di entrare in possesso dei dati sensibili di un altra persona attraverso una truffa. Normalmente chi vuole impossessarsi di dati sensibili (es. numeri carta di credito) dice di essere una fonte autorevole.

Attraverso questa metodologia sono stati rubati 225 milioni di dollari in Ethereum.

I tentativi di phising sono diretti maggiormente agli investitori ICO rispetto agli sviluppatori di ICO, spesso chi vuole truffare, crea una pagina social falsa della ICO con la quale cerca di imbrogliare i potenziali investitori.

3) Cattiva gestione delle chiavi

Se sei uno sviluppatore devi chiederti:

  • Dove stai tenendo le chiavi private?
  • come stai proteggendo i tuoi portafogli?
  • come stia proteggendo i token del tuo cliente nel tuo ecosistema?
  • con chi stai condividendo i tuo portafogli multi-firma?

Cosa sono i portafogli multi-firma?

Se sei uno sviluppatore una delle paure degli investitori è quella di vederti scappare con i loro soldi. Per alleviare questa paura c’è la possibilità di creare un portafoglio multi-firma.

Un portafoglio multi-firma è come una cassaforte che per operare deve aver bisogno di due chiavi, i motivi per cui è utile creare un portafoglio di questo tipo sono:

  1. rendere più sicuro il portafoglio e diminuire il rischio legato all’errore umano
  2. creare un portafoglio che può essere usato da più persone in modo democratico

Prendiamo l’esempio di BitGo, uno dei principali provider di portafogli multi-firma, loro emettono 3 chiavi private, 1 la tengono loro, 2 le danno al richiedente, di queste ultime 2 una è una chiave di backup che il cliente può tenere per se oppure dare ad una persona di fiducia.

In questo modo è molto difficile essere vittime di un attacco hacker perchè il portafoglio per operare habisogno di 2 chiavi su 3.

Mentre per quanto riguarda la reazione di un ambiente più democratico, basti pensare ad un portafoglio che per operare ha bisogno di 8 chiavi su 10, in questo modo gli investitori sono molto più tranquilli nell’investire in una ICO.

Anche se il portafoglio multi-firma è un modo sicuro per difendersi da un possibile attacco hacker, non è totalmente impenetrabile, infatti, un portafoglio è sicuro quanto il codice che lo crea. Il 19 Luglio è stata sfruttata una vulnerabilità nel portafoglio di Parity Multisig, e gli hacker hanno fatto 30 milioni di dollari in ether.

La prossima volta che decidi di creare una ICO oppure decidi di investire in una ICO, assicurati che la parte legata alla sicurezza venga curata attentamente.

Conclusioni

Le ICO sono il fenomeno del momento e il loro numero aumenta in modo esponenziale mese dopo mese

Why Most ICO's Will Fail- A Cold Hard Truth

Immagine presa da: Investopedia

Per tutti gli lementi che abbiamo analizzato all’interno di questo articolo, e nonostante sia chiaro a tutti che le ICO rivoluzioneranno il mondo, probabilmente molte delle prossime ICO non andranno a buon fine, l’unica speranza risiede negli sviluppatori, questi ultimi sono responsabili di loro stessi, dei potenziali investiotori e di tutto il futuro della crittografia. saranno loro che decideranno se le ICO diventeranno un modo per produrre qualcosa di significativo o solo un modo per fare solid.

Per chi sta progettando una ICO, vogliamo ricordare due cose:

  1. Il toke porterà del valore aggiunto?
  2. Il tuo obbiettivo è quello di fare soldi velocemente?

Speriamo con questo articolo di aver colpito nel segno, speriamo che le prossime ICO porteranno qualcosa di nuovo all’ambiente, invece di sfruttarlo e basta.