La sfida del ‘Blockathon’ UE 2018 nella lotta alle violazioni di proprietà intellettuale

L’Unione Europea è ricca di risorse intellettuali. La creatività, l’innovazione e lo spirito imprenditoriale sono tra le sue principali fonti di crescita: basti pensare alle industrie ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale che contribuiscono al 42% al PIL della UE e finanziano direttamente o indirettamente il 38% dei posti di lavoro.

Come riportato anche nel convegno dal titolo “Proprietà intellettuale: fattore strategico per lo sviluppo economico nel mercato globale” tenutosi a Roma nel 2014, “nell’attuale contesto globalizzato, caratterizzato da una concorrenza sempre più pressante, i diritti di proprietà intellettuale, – siano essi brevetti, marchi, disegni, indicazioni geografiche o diritto d’autore – possono fornire un vantaggio competitivo a tutti coloro che, non solo li tutelano a livello nazionale e internazionale, ma li sanno valorizzare in maniera strategica, rendendoli un elemento di competitività centrale nelle loro attività.”

Le violazioni di proprietà intellettuale e il problema dell’autenticità dei prodotti

Proprio per questi motivi, le violazioni di proprietà intellettuale come la contraffazione, il furto e la pirateria sono sempre più dilaganti, colpiscono indiscriminatamente tutti i settori merceologici, dalla moda ai supporti digitali, e sono alimentate da vere e proprie organizzazioni criminali, spesso radicate in più nazioni. I dati riportati dall’Unione Europea parlano chiaro: questo mercato illegale costa alle imprese 90.000 milioni di Euro e riduce il tasso di occupazione di circa 800.000 posti di lavoro ogni anno.

Ma i danni non sono meramente economici: si pensi, ad esempio, ai pericoli per la salute dei consumatori nei casi in cui la contraffazione riguardi il campo alimentare, farmacologico e dei prodotti per l’infanzia.

Il problema è che spesso i consumatori si trovano smarriti riguardo la questione dell’autenticità di un prodotto: si stima, infatti, che nel 2017 almeno il 10% dei consumatori europei sia stato tratto in inganno e indotto ad acquistare un falso in luogo di uno orginale – una stima che lascia senza fiato se si pensa che equivale alla somma delle popolazioni di Belgio, Bulgaria, Irlanda, Grecia e Portogallo.

Contrastare il mercato della contraffazione tramite Blockchain: il primo ‘Blockathon 2018’

Numerose tecnologie, procedure e strumenti sono già all’opera nella lotta alla contraffazione attraverso la verifica dell’autenticità dei prodotti e il controllo della catena di produzione – tra questi, sistemi di tracciabilità e localizzazione, identificazione tramite frequenza radio, controlli doganali e database specializzati come l’Enforcement Database dell’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale incaricato di gestire i marchi della UE e i disegni e modelli comunitari registrati.

Ma proprio nella giornata di oggi è arrivato un segnale incisivo in tal senso: l’EUIPO, tramite l’Osservatorio Europeo sulle Violazioni dei Diritti di Proprietà Intellettuale e in collaborazione con la Commissione Europea, ha lanciato il primo ‘Blockathon’ UE, un concorso mondiale che avrà luogo dal 22 al 25 giugno di quest’anno a Bruxelles. Obiettivo del Blockathon è quello di riunire i migliori programmatori e menti creative per esplorare tutte le implicazioni della tecnologia Blockchain e dar vita ad una soluzione integrata che possa contrastare il mercato illegale della contraffazione.

Team di programmatori ed esperti di Blockchain sono stati chiamati, quindi, ad unirsi in questa sfida che prevede un premio di 100.000 Euro e a rendere questo mondo un posto più sicuro fornendo alle autorità competenti gli strumenti che identificano rapidamente contraffazioni e attività criminali, aiutando le imprese a proteggere le proprie attività commerciali e permettendo che i consumatori possano prendere decisioni informate e fidate.

António Campinos, direttore esecutivo della EUIPO, ha dichiarato: “La EUIPO è determinata ad esplorare il potenziale della Blockchain per interconnettere i sistemi e garantire la sicurezza e l’immutabilità dei dati condivisi al fine di apportare fiducia al nostro ecosistema legale per il bene di tutti i cittadini, così come degli operatori e delle imprese. Crediamo che si possa costruire una forte alleanza in rete per sostenere e garantire l’autenticità.”