DTube e Steemit: le alternative Blockchain-based a Youtube e Facebook

Peter ‘Furious Pete’ Czerwinski ha quasi 5 milioni di follower su Youtube, ma la maggior parte dei suoi video non può essere vista su questa piattaforma. Per accedere a 46 dei suoi 71 video sul sollevamento pesi e le competizioni di cibo, i fan devono utilizzare DTube, la prima piattaforma video cripto-decentralizzata, basata sulla Blockchain Steem.

DTube, la piattaforma che paga in token digitali

Le caratteristiche di DTube sembrerebbero apparentemente simili a quelle del suo fratello maggiore, ma le differenze fra le due piattaforme sono notevoli:

  1. su Youtube la monetizzazione proviene dalla pubblicità, mentre il guadagno dei creatori di video su DTube proviene dalle donazioni spontanee degli utenti;
  2. i moderatori di DTube censurano molto raramente il materiale considerato potenzialmente offensivo, al contrario di Youtube, in cui la censura si è intensificata man mano che la piattaforma diventava sempre più decisiva nella scelta del tipo di materiale consentito sul sito – i partner commerciali di Youtube, infatti, non vogliono essere associati a contenuti considerati controversi o offensivi;
  3. come altri siti e piattaforme di recente fama, DTube si basa sulla tecnologia Blockchain e gli utenti possono pagare i creatori di contenuti in token digitali. Si tratta di una caratteristica fondamentale che pone DTube su un piano completamente diverso da quello cui appartengono Youtube, Facebook e Twitter: tutte e tre queste piattaforme advertising-driven stanno, infatti, rimuovendo le pubblicità riguardanti le criptovalute, in modo da sciogliersi da qualsiasi tipo di responsabilità legale nel caso in cui si tratti di pubblicità ingannevoli;
  4. gli utenti delle piattaforme centralizzate – Youtube, Facebook, Twitter – sono sempre più scettici riguardo la tutela della loro privacy, soprattutto dopo lo scandalo Cambridge Analytica. Le piattaforme decentralizzate e Blockchain-based iniziano ad essere considerate alternative più sicure e alle violazioni di dati.

Steemit, il primo social in cui guadagni pubblicando post

Con la medesima impostazione di DTube funziona Steemit, il primo social network basato interamente sulla Blockchain che offre una ricompensa in criptovaluta Steem agli utenti che pubblicano notizie e che le commentano. Ogni guadagno dipende dal grado di engagement ottenuto dal proprio post: più commenti e voti si ottengono, maggiore sarà la ricompensa.

Il co-fondatore e CEO Ned Scott dichiara che “le piattaforme meno centralizzate conferiscono una maggiore responsabilità – e, possibilmente, una migliore privacy – a creatori e utenti.” Invece di fare uso di pubblicità o di rivendere i dati personali degli utenti, sistemi come quello di Scott si affidano alla crescita dell’utente per dare un maggior valore ai token digitali: “l’intera esperienza è più trasparente. Non ci saranno più tante uniche autorità ad imporre il funzionamento dei social.”

“Finora, non sono sicuro che le persone abbiano capito appieno quanto sia importante il valore dei propri dati personali”, dichiara Dan Novaes, co-fondatore e CEO di Current, un sito di streaming basato su Blockchain. “Con la Blockchain, le persone avranno finalmente l’opportunità di essere ricompensate per il loro tempo, la loro attenzione, i loro dati. Le loro preziose informazioni personali non saranno più sotto il controllo di poche grandi compagnie.”

In due soli anni di vita, Steemit registra circa un milione di account e ne ha aggiunti altri 120.000 soltanto nell’ultimo mese. Dati che sono sicuramente lontani dai 2 miliardi di utenti mensili che si registrano su Facebook, ma che possono comunque darci un’idea del progressivo consenso che questa piattaforma sta costruendo.

Tra gli entusiasti dell’iniziativa c’è Naomi Brockwell, un’autrice di New York specializzata in video a tema criptovalute, che dichiara di guadagnare per ogni video una media di 40 dollari in token Steem che su Youtube le costerebbero mesi interi di lavoro. Brockwell lamenta anche la rimozione delle pubblicità nei suoi video da parte dei comuni social network: “non credo si tratti di protezione”, afferma, “ma di controllo.”

Qual è il confine tra la libertà di parola e un necessario controllo dei contenuti?

Una questione spinosa, quella del confine tra il diritto alla libertà di parola e il dovere di controllare e bloccare contenuti sgradevoli: se da una parte la natura decentralizzata della Blockchain permette una maggiore libertà d’espressione, è pur vero che la presenza di regole e barriere d’accesso così flessibili all’interno di tali piattaforme rende il gioco facile a chiunque voglia creare e diffondere contenuti d’odio che vengono, invece, bloccati sulle grandi piattaforme mainstream.

Si pensi soltanto al recentissimo caso di Nasim Aghdam, la Youtuber di San Diego che il 3 aprile ha aperto il fuoco nella sede centrale di Youtube a San Bruno, uccidendo se stessa e ferendo tre persone. La motivazione di tale gesto? Era convinta che Youtube stesse riducendo le visualizzazioni dei suoi filmati per limitare la sua libertà di parola.

 

Link utili:

https://www.financemagnates.com/cryptocurrency/news/controversial-youtubers-turn-blockchain-based-platforms-censorship-rises/

https://btcmanager.com/steemit-user-builds-decentralized-youtube/