Blockchain e sostenibilità ambientale: l’iniziativa sociale che trasforma i rifiuti plastici in una moneta di scambio

È la tecnologia delle transazioni tracciabili e sicure per antonomasia e le sue applicazioni sono talmente pervasive che stanno contribuendo anche alla risoluzione dell’enorme e annoso problema della plastica dispersa nell’ambiente, in particolar modo nell’oceano: proprio sull’utilizzo della Blockchain si basa, infatti, l’iniziativa sociale di Plastic Bank, impresa nata in Canada nel 2013 la cui mission non è soltanto quella di ridurre l’inquinamento dovuto ai rifiuti plastici, ma anche quella di trasformarli in una moneta di scambio nei Paesi emergenti.

“È come se l’acqua nel tuo lavandino stesse straripando – la prima cosa che faresti non sarebbe pulirlo. Chiuderesti il rubinetto. È lo stesso per la plastica”, spiega David Katz, fondatore della Plastic Bank. Non a caso, questo modello di business è stato lanciato ad Haiti perché, come afferma Katz, “è il Paese più povero dell’emisfero occidentale e quando ci sono delle correnti oceaniche, tutta la plastica trascinata sulle coste europee arriva proprio da posti come Haiti.”

Plastic Bank: la tecnologia Blockchain come “iper-registro” per tracciare gli scambi

La nazione caraibica è, infatti, sprovvista d’infrastrutture di riciclo e questo la rende una considerevole fonte di plastica: la Plastic Bank paga delle persone per raccogliere questi scarti e portarli negli appositi centri di raccolta. La plastica viene, poi, venduta ad aziende che la utilizzano per produrre imballaggi o oggetti e il ricavato serve a remunerare ogni raccoglitore con denaro contante, corsi di formazione, strumenti da lavoro o oggetti di uso comune. Come afferma il co-fondatore di Plastic Bank, Shaun Frankson, si permette “a una parte non bancabile del mondo di accumulare il valore generato dal riciclo di plastica. È la prima volta che queste persone hanno la possibilità di custodire i soldi che guadagnano.”

Ma non è tutto. Katz e Frankson hanno lanciato anche un’applicazione bancaria realizzata in collaborazione con IBM che usa proprio la tecnologia Blockchain per creare, su stessa definizione di Frankson, un “iper-registro”: tutti gli scambi sono tracciati, approvati e registrati tramite Blockchain che, spiega Frankson, “aggiunge un livello innegabile di fiducia”. In questo modo, ogni raccoglitore dispone di un wallet digitale con il quale può tracciare con esattezza l’importo guadagnato e ogni azienda cliente che acquista la plastica da riciclare dispone di un report verificato – dunque, utilizzabile in rapporti ufficiali e bilanci di sostenibilità aziendali – in grado di dimostrare l’esatto impatto sociale promesso con i suoi investimenti.

La Plastic Bank tra riconoscimenti e obiettivi futuri

Attualmente, la compagnia sta testando quest’app nelle Filippine, in Brasile e in Sud Africa per assicurarsi che la tecnologia sia abbastanza intuitiva, ma sta pianificando di espandersi anche in altri mercati, inclusi Etiopia, India e Indonesia, e di creare delle partnership con altre aziende di beni di consumo come Shell, Marks & Spencer ed Henkel.

L’organizzazione è anche stata premiata lo scorso anno dalle Nazioni Unite alla Conferenza sul Cambiamento Climatico – COP23 di Bonn – per il riconoscimento dei suoi “impegni pratici e modulari nell’affrontare il cambiamento climatico e fissare obiettivi di sviluppo sostenibile.”

Inoltre, Katz ha incontrato il Papa per cercare insieme dei modi per cui i 1.200 milioni di cattolici al mondo potrebbero contribuire a contrastare il problema dei rifiuti della plastica: “Cosa succederebbe se ognuno di loro portasse con sé in chiesa 500g di plastica a settimana? È abbastanza per cambiare il mondo”, spiega Katz.