Blockchain e Internet of Things: convergere per migliorare

Dalla convergenza fra Blockchain e intelligenza artificiale a quella fra Blockchain e la cosiddetta Internet of Things il passo è stato breve. Da qualche anno, infatti, la Blockchain e l’IoT stanno alimentando forti e controversi dibattiti non soltanto all’interno del mercato tecnologico, ma in tutto il business world. In molti sostengono si tratti di due paradigmi destinati a rivoluzionare tutti gli aspetti delle nostre vite, mentre altri sottolineano l’esistenza di molta aria fritta intorno ad entrambe le idee e che ancora molto dev’essere provato e sperimentato prima di poter parlare di ‘tecnologie rivoluzionarie’.

Due fatti sono, però, inconfutabili: che entrambe le tecnologie stanno mettendo in discussione già da tempo processi già consolidati nei vari tipi d’industria e che l’idea di una convergenza fra le due che potrebbe risultare in qualcosa di più grande della somma delle loro parti sta iniziando ad attirare l’attenzione di parecchi.

Cos’è l’Internet of Things (IoT)?

L’internet of Things è un neologismo che, in senso lato, comprende tutto ciò che è connesso ad Internet, ma nello specifico è usato per identificare oggetti che ‘parlano’ tra loro. “L’Internet of Things comprende dispositivi – dai semplici sensori agli smartphone e portatili – connessi tra loro”, spiega Matthew Evans, capo del programma IoT della techUK. Grazie a processori economici e reti wireless, è possibile trasformare qualunque cosa, da un pillola a un aeroplano, in una parte integrante dell’IoT: questo aggiunge un livello d’intelligenza ai dispositivi che, unendo il mondo digitale a quello fisico, sono capaci di comunicare tra loro senza l’intercessione umana.                                                                             

Perché combinare Blockchain e IoT?

L’idea di creare delle macchine intelligenti in grado di comunicare e operare tramite Blockchain fornisce diversi vantaggi:

  1. innanzitutto, esiste la questione del controllo. Con transazioni continue di dati tra molteplici reti amministrate da altrettante organizzazioni, la presenza di un registro permanente e immutabile come quello della Blockchain significa che ogni singolo dato può essere custodito, tracciato e analizzato da chiunque sia autorizzato a connettersi al sistema di rete. Se qualcosa va male, se si verifica un danno, se c’è una fuga di dati, il registro della Blockchain renderebbe semplice identificare il collegamento ‘debole’ e poter, eventualmente, porre rimedio;
  2. secondariamente, l’uso del criptaggio e di uno spazio di archiviazione distribuito significa che i dati possono essere considerati fidati da tutte le parti coinvolte nella filiera. Le macchine intelligenti registreranno, in tutta sicurezza, dettagli di transazioni che si verificano fra di loro, senza il bisogno di una supervisione umana;
  3. in ultimo, la struttura degli smart contracts forniti da alcune reti Blockchain come Ethereum permette di creare accordi che vengono eseguiti quando s’incontrano tutte le condizioni per applicarli: può tornare utile, per esempio, nell’autorizzare un sistema ad effettuare un pagamento quando le condizioni indicano che la consegna del servizio è stata fornita.

Come abbiamo visto, permettere l’accesso ai dati da parte di dispositivi intelligenti e gestirli attraverso Blockchain significherebbe aggiungere un ulteriore livello di protezione e sicurezza che qualunque malintenzionato non riuscirebbe a bypassare.

Sistema centralizzato vs. sistema decentralizzato

Andando oltre i discorsi ipotetici sulle potenzialità, è molto probabile che, ad un certo punto, la convergenza tra Blockchain e IoT diverrà necessaria. Se, infatti, l’attuale paradigma IoT continuerà a funzionare come sta facendo, i sistemi di rete si dilateranno esponenzialmente – così come i volumi di dati, il numero dei dispositivi connessi e così via – finchè i servizi di cloud diverranno dei colli di bottiglia all’aumentare della quantità dei dati che veicolano. La Blockchain può porvi rimedio proprio in virtù della sua natura distributiva: invece di un costoso e centralizzato centro dati, l’archivio reticolare della Blockchain viene duplicato attraverso centinaia, migliaia o milioni di computer e dispositivi che costituiscono la rete stessa.

Anche se entrambe le tecnologie sono già state adottate ampiamente ed entusiasticamente nel settore industriale e pubblico, la speculazione sui risultati che ognuna di queste può garantire è più viva che mai. La Blockchain e l’IoT si presentano, quindi, con grandi promesse da mantenere e un’alleanza fra le due potrebbe essere la chiave per assicurare la realizzazione di queste promesse.