Arriva Finney, lo smartphone che utilizza la Blockchain per gestire le criptovalute

Se milioni di persone stanno acquistando le nuove valute, sono ancora relativamente in pochi ad utilizzarle nella vita di tutti i giorni per effettuare transazioni semplici. La difficoltà d’utilizzo delle criptovalute è data, infatti, da una scarsa praticità: per prevenire i furti, le monete digitali devono essere conservate su speciali memory stick le cui credenziali d’accesso da memorizzare sono solitamente molto lunghe.

Per ovviare tale problema e rendere le valute digitali alla portata di tutti, ad ottobre verrà lanciato Finney, uno smartphone progettato sulla tecnologia Blockchain con lo scopo di aiutare i possessori di criptovalute ad immagazzinarle e utilizzarle in tutta sicurezza. Ad idearlo la start-up Sirin Labs, mentre incaricata della produzione è Fih Mobile, una società sussidiaria del Foxconn Technology Group, il colosso taiwanese dell’elettronica che produce gli apparecchi dei grandi brand, dagli iPhone ai Mac, dai router di Cisco ai PC di Dell.

Finney consentirà ai propri utenti di evitare di ricorrere a piattaforme di scambio e compravendita accedendo direttamente a siti crypto-friendly come Expedia. Ma non solo: gli utenti potranno anche trasformare il telefono in un hotspot da affittare per ottenere in cambio dei token, ossia monete digitali.

Bisogna, dunque, ridisegnare l’intero stato dell’attuale user experience in tema di criptovalute, altrimenti, come dichiara Moshe Hogeg, CEO di Sirin, “il mercato di massa non può farcela ad afferrare l’intero funzionamento. Non c’è alcuna possibilità che mia mamma possa capire come utilizzare i Bitcoin, e mia mamma è intelligente.”

Il tema della sicurezza

Nel sistema operativo di Finney sono incluse diverse caratteristiche orientate alla sicurezza dei propri wallet digitali: tra queste non soltanto l’utilizzo della Blockchain, quindi di un sistema decentralizzato a prova di hacker in cui registrare i propri dati, ma anche la verifica dell’identità degli utenti tramite 3 diversi approcci: un sensore per la scansione dell’iride (biometric factor), un lettore d’impronta digitale (behavioral factor) e una semplice password.

Un tipo di sicurezza anche fisica che finora non si era mai vista su dispositivi mobili.

I competitor di Finney

Sirin ha raccolto per il progetto 158 milioni di dollari in un Initial Coin Offering (le cosiddette ICO, ne abbiamo parlato in questo articolo), in aggiunta ai 70 milioni di dollari già raccolti precedentemente, e finora più di 25.000 unità del dispositivo sono state preordinate.

Hogeg pianifica di distribuire Finney in otto punti vendita situati nelle zone con le cripto-comunità più attive come il Vietnam e la Turchia, ma vorrebbe gradualmente estenderne la vendita anche alle compagnie telefoniche.

Ma Sirin Labs non è l’unica compagnia ad aver avuto l’idea di legare la dimensione intangibile delle criptovalute alla fisicità di uno smartphone: tra i suoi competitor ci sono Zippie, creata da un team di 10 persone con esperienza presso Nokia e Jolla, e BitVault che sta pianificando d’inviare i propri telefoni Blockchain-based direttamente ai propri clienti.

 

Link utili:

http://smartmoney.startupitalia.eu/economia-digitale/62982-20180406-finney-foxconn-produrra-primo-blockchain-smartphone-criptovalute

https://www.cnet.com/news/foxconn-to-manufacture-first-blockchain-smartphone/

https://www.cryptoninjas.net/2018/04/04/fih-mobile-to-manufacture-sirin-labs-finney-blockchain-smartphone/